giovedì, 19 novembre 2009
un esempio di Delegittimazione profonda
quando l'arroganza del potere prevarica e infanga
"UH UH... SE SAVIANO SI CREDE DIO" di Ottavio Cappellani - da "Libero" del 15 novembre 2009
Roberto Saviano, reduce dall'ospitata da Fabio Fazio, ha ieri pubblicato un appello a Silvio Berlusconi (il suo editore): "Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul "processo breve" e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi". Frase perentoria, senza spiegazione. L'appello continua: "Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E' una questione di diritto".
Chiunque abbia, anche distrattamente, sfogliato un testo di diritto sa cos'è lo "ius conditum" (il diritto già scritto) e lo "ius condendum" (il diritto da scrivere), e sa che le leggi e le costituzioni, sono concetti (grazie a Dio) in movimento, altrimenti sì che il diritto si snaturerebbe.
Perché uno "scrittore", come ama essere definito Saviano, cade in una ingenuità come questa?
Roberto Saviano ripete spesso di credere nel “potere che ha la parola di cambiare il mondo” in nome della verità. Mentre la verità è che gli scrittori scrivono, e che il mondo lo cambiano, almeno ci provano, le forze di polizia e gli eserciti, le cui azioni non sono ispirate dalle parole degli scrittori (meno male) ma dalle indagini e dalle azioni di governo (questo governo), come quelle che ha portato all'arresto, ieri, a Scampia, di Maurizio Errichello, elemento di spicco del clan degli scissionisti Amato-Pagano, e, a Ercolano, di sei pregiudicati della cosca Iacomino-Birra.
Un grande e geniale uomo di cinema (non vuole essere citato) mi ha detto: "Quella di Saviano è una cristologia come un'altra", essendo il Cristo, non il prototipo, ma la perfetta sintesi dell' "eroe" così come la cultura occidentale ce l'ha tramandata.
Una delle domande fondamentali della cristologia è la seguente: "Se il Cristo è venuto a salvare il mondo, perché il mondo continua a essere questo schifo?". Una delle risposte è che la salvezza proposta dal Cristo è la salvezza delle anime, e che il mondo fa schifo proprio perché fare schifo è la sua "funzione" nell'orizzonte della crescita spirituale tesa alla fede nell'al di là.
Saviano, in altre parole, e non è il primo, quando pronuncia la frase "credo nel potere della parola di cambiare il mondo" sta in realtà dicendo: "Io, e gli scrittori come me, siamo in grado di compiere quello in cui il Cristo ha fallito", ma anche "La minaccia di morte dei Casalesi è più efficaci della crocefissione del Cristo". Non so se quanto sostengo sia condivisibile. Ma questo è quello che mi suggerisce la deduzione e la logica.
Da Fazio ha portato ad esempio altri scrittori la cui parola avrebbe avuto il potere di cambiare il mondo: Ken Saro-Wiwa, impiccato in Nigeria nel 1995 (la situazione in Nigeria non è cambiata), Salman Rushdie (tutti sappiamo quanto stia tremando Ahmadinejad di fronte a Rushdie), Varlam T. Salamov (arrestato nel 1929 – non crediamo che a lui sia ascrivibile il crollo del regime comunista), Nazim Hikmet (28 anni e otto mesi nel 1938 per le sue attività anti-nazista, non risulta che abbia evitato la Seconda Guerra Mondiale né che fosse tra i Marines che sbarcarono in Europa), etc. Continuo a non capire dove sia il "potere della parola" di Saviano e degli scrittori da lui citati. Quello di Saviano sembra un delirio salottiero, provinciale e tutto italiano.
La verità, visto che di verità devono parlare gli scrittori, gli intellettuali, o i semplici scriventi come il sottoscritto, è che le ordinazioni in libreria de "La bellezza e l'inferno" sono state eccessive causando una prima tiratura che non si riesce a smaltire. Da qui Fazio e l'appello a Berlusconi. Saviano non cambierà il mondo, e come bestsellerista è già finito.
domenica, 15 novembre 2009
con il cambio dell'ora, e l'arrivo dell'autunno grigio e freddo, le giornate si sono trasforamte in un unico teatrino dalle tende scure e dai legni umidi.
non sopporto questa stagione...specialmente se l'autunno è inclemente e in sostanza un'anticipazione dell'inverno. prefersico l'autunno di una volta, dai colori caldi e dalle giornate tiepide. conq uesto continuo peggiorare del clima, davvero il luogo comune diventa realtà...e le stagioni non ci sono più.
abitare poi in una cittàc he già è grigia di suo...rende insopportabile il tutto. il grigio ovatta il cervello, è un colore che non tollero nemmeno nel mio settore che combina con l'arte.
dovevo nascere in un posto caldo. Ieri leggevo un articolo interssantissimo sul ruolo, ormai in vi di estinzione, del farista. colui che cura la manuenzione del faro e ci vive pure dentro.
quanto sarebbe bello vivere in un faro? la guardiana del faro! :) una vita di una montonia infinetsimale...ma davanti al mare e con internet come uno legame con il mondo!
il mio sogno da orso!
domenica, 08 novembre 2009
Buona Domenica...anche se di buono, visto il tempo, c'è poco.
grigio e pioggia, e bambini del piano di sopra che corrono dalle 9 del mattino, è pur sempre domenica...sono autorizzata a incavolarmi!?
è un periodo un pò così...la crisi si sente davvero tutta...è arrivata...nonostante si asserisca il contrario (ma si sa la ragione la si da ai pazzi) e quindi si vive un pò alla giornata.
il mio oroscopo sottoliena che da oggi per i prossimi 3 anni, più le prossime 3 DECADI avrò la presenza e relative influenze di SATURNO
che mi auguro non sia contro visto che anche senza sono stati 6 di rogna pura!
mi piacrebbe, per esempio, che gli impegni non si sovrapponessero ma convivessero tranquilli...già questo potrebbe rivelarsi un buon regalo.
O'Connell bridge, Dublin Live Now.